L'incontro tra Africa Unite ed il quintetto Architorti avviene nel 2000 ed è suggellato dalla versione di "OPolitics" presente nell'album VIBRA, uscito proprio in quell'anno.
In questi 4 anni di attività la collaborazione si è trasformata ed ampliata fino alla creazione di un repertorio da concerto ed al coinvolgimento di un'intera orchestra d'archi che ha avuto il battesimo del palco durante l'edizione del prestigioso festival musicale internazionale Settembre Musica 2002.
Il repertorio spazia attraverso i 10 album realizzati dagli Africa Unite, in 20 anni di attività, una compilazione di stili eterogenei che trovano una veste diversa nelle rielaborazioni e trascrizioni di Marco Robino (Architorti), si fondono con un suono tanto teoricamente lontano dall'originale uanto vicino nel sottolinearne significati ed umori.
Gli Africa Unite sono presenti sul palco unicamente attraverso le figure di Bunna e Mada, fondatori e compositori della band e ricoprono, rispettivamente, il ruolo di cantante e di direttore d'orchestra, il resto del gruppo è assente, la ritmica ed i fiati sostituiti da alchimie sonore di corde percosse e sfregate, archi tesi al punto di rottura per costruire un suono rigoroso ma particolare ed assolutamente inedito.
Sicuramente meno Giamaica del solito, piuttosto l'Europa diventa punto di riferimento sonoro, un incursione in un mondo poco conosciuto, penso, per molti fans degli Africa Unite, che sono però abituati da tempo alla nostra attitudine a rinnovare o perlomeno contaminare lo stile reggae con altri suoni. Il ritmo in levare diventa punto di partenza e non di arrivo.
Chiaramente non ci eravamo mai spinti così lontano, ma la citazione è sempre la stessa e, di Bob Marley in persona: "Music is music" coadiuvata da quella di un altro grande maestro del dub, Lee Scratch Perry che alla domanda sulle sue preferenze musicali risponde "OI like do re mi fa sol la si music"'.
Come sempre a Bunna il compito di fare da maestro di cerimonia, a me, Mada, il compito di tradurre, in segni e segnali il fluire del suono, a Marco il grande merito di aver creato e ordinato centinaia di pallini neri sul pentagramma, agli altri maestri dell'orchestra, il ruolo di motore centrale, generatore di sensazioni, 15 archi e 2 voci, questo è ciò che incontrerete,l a vibrazione che, anche questa volta, il ritmo in levare, considera, ma solo come punto di partenza, cercando di spostarsi, di mutare continuamente direzione ed esprimersi per la musica e con la musica.